SEN-SEI DAN CUTEAN, LA SCELTA DI FARE JUDO !

LA SCELTA DI FARE JUDO

La scelta di fare Judo.
Allora per che cosa hai scelto da fare? Judo oppure ginnastica artistica?
“Se faccio ginnastica starai a guardarmi durante gli allenamenti?”
“Non poso, non mi lasciano.”
“E se faccio judo.”
“Si ti guarderò.”
“Allora faccio judo!”
Mi ricordo bene questa scena, io e mamma davanti alla segreteria nella mia palestra di judo, ormai quasi 13 anni fa, ero appena una bambina, timida, legata tantissimo a mia madre, dalla quale non mi separavo un secondo. Fu cosi che feci una scelta che considero la più importante della mia vita e fu cosi che a 4 anni indossai il primo judogi, il primo di tanti, la mia armatura, quel vestito che mi faceva sentire forte ogni volta che lo indossavo. Imparai cosi a legarmi la cintura e tolte le scarpe e a camminare scalza per tutto il tatami cosi come tutti gli altri bimbi. Imparai a fare il saluto prima di iniziare la lezione e prima e dopo di ogni combattimento in segno di rispetto, a tenere in ordine le mie cose, a fare delle scelte prima che le facessero altri per me, ho imparato a convivere con tutti i bambini, a mettermi alla prova, ad essere puntuale, rispettando le regole, la gerarchia di età ed il livello di esperienza. Ho imparato ad ascoltare chi con duro lavoro è arrivato più in alto di me e mi regala dei consigli. Ho imparato ad abbassare la testa per aprire la mente e ad alzarla quando devo farmi valere. Ho imparato a tirar fuori la giusta grinta per raggiungere gli obiettivi che mi sono posta. Un passo alla volta, tenuta per mano dalla mia famiglia e dal mio maestro, sono cosi cresciuta sul tatami, seguendo dei giusti principi, dei valori e …dei sogni. Il judo è stato il mio gioco, è stato il mio sfogo, ed ora è diventato il mio orgoglio. Dopo avermi insegnato il rispetto e le regole fondamentali per vivere in un ambiente sano, dopo avermi fatta divertire, dopo avermi fatta giocare, dopo avermi fatta esprimere tutta la mia fantasia, il judo è diventato il mio impegno quotidiano. Crescendo sono infatti diventata un’agonista, mi alleno quasi tutti i giorni, seguita da allenatori che sono sempre pronti a darmi una mano ad incoraggiarmi, a darmi delle indicazioni di lavoro per determinate gare.
Ora il judo mi prende tempo ed energie, non è più solo il mio sport, ma è parte della mia vita. Una scelta personale che come ogni decisione ha delle conseguenze. Non faccio infatti la tipica vita di un’ adolescente dei giorni nostri, perché non ho il tempo per uscire a fare le passeggiate in centro o starmene fuori al sabato sera. Di feste ne faccio ben poche, perché nei fini settimana sono spesso ho gara. Non posso uscire a mangiare una pizza in compagnia perché devo mantenere il peso, né rinunciare ad allenarmi per più giorni. Devo fare attenzione a non farmi male perché rischierei di bloccare la mia attività agonistica e quindi pur essendo una ragazza come altre, mi è difficile vivere come le mie coetanee. Le nostre vite sono infatti diverse anche nell’abbigliamento visto che non porto mi i tacchi e non posso colorare o farmi crescere le unghie. Tra scuola, allenamenti e trasferte settimanale esco poco di casa e le poche volte che lo faccio mi sento a disagio perché mi accorgo di avere interessi completamente diversi da quelli delle ragazze della mia età. Anche la mia struttura fisica non segue i canoni di bellezza tanto cari alle ragazze di oggi. Ho infatti spalle larghe, braccia muscolose e mani abituate alle prese. Ogni tanto mi piacerebbe essere una ragazza come tante, ma determinata come sono continuerò a percorrere la strada intrapresa finché non arriverò alla mia meta. Mi rendo conto di fare tanti sacrifici e con me di sacrificare anche tutta la mia famiglia con impegni economici, e materiali non indifferenti. Sogno infatti di poter fare un giorno una super vacanza con miei genitori, ma nonostante ciò mi ritengo fortunata per aver avuto attorno a me persone che hanno creduto nelle mie capacità dandomi la possibilità di realizzare i miei sogni. In campo agonistico ho avuto le mie belle soddisfazioni ed ogni singola vittoria mi ha ripagata di tutto i lavoro fatto per raggiungerla. Devo anche aggiungere che al di là delle conquiste personali, rifarei tutti i sacrifici dall’inizio. Sul tatami mi sono infatti sempre trovata bene e quando lego la mia cintura ricordo tutta la strada fatta per arrivare fino qui. Da piccola guardavo i ragazzi con la cintura nera e mi chiedevo se un giorno avrei avuto anch’io l’onore di indossarla, mentre ora quando salgo a piedi nudi sul tatami mi sento non solo libera di esprimermi in ogni movimento ma mi sento accolta dal sorriso dei tanti amico a me cari. Sono gli stessi amici che durante gli allenamenti mi tendono la mano e chiamano il mio nome. Sento le loro voci ed mio il cuore si riempie di gioia. Mi sento amata e rispettata, mi sento in debito con loro perché mi aiutano a non mollare mai, anche nei momenti più difficili. Provo cosi a ricambiarli con un sorriso, cercando con una parola o un gesto di alleggerire anch’io la loro fatica. Pur giovane grazie al mio sport ho viaggiato molto, sono andata in giro per tutta Europa e non solo, conoscendo realità diverse e vivendo con gente mai vista prima. Nonostante le differenze, sono però riuscita a legare sempre con tutti. Rifarei tutto perché grazie al judo ho stretto amicizia con tante persone speciale, sia in Italia che all’estero. A volte mi sono legata con delle ex avversarie di gara dalle quali ho imparato che le persone vanno conosciute prima che giudicate. Rifarei tutto perché il judo è il mio sport, la mia passione, il modo di esprimermi. Il judo è imprevedibile, istintivo e razionale al tempo stesso, è il mio orgoglio e mi distingue da tutti altri ragazzi. Il judo mi ha seguito ed aiutato a crescere insegnandomi a stringere i denti, a resistere al dolore, a sopportare i sacrifici, a rispettare ogni cosa, dentro e fuori del tatami rispetto, apprezzando la diversità e la creatività, mi ha insegnato a ragionare con la mia testa senza seguire passivamente ciò che fanno gli altri. Mi ha insegnato a non farmi manipolare o intimidire, mi ha insegnato a vivere in famiglia, a scegliere amici validi e allontanare dalla mia vita le persone con pensieri sbagliati.

Una replica a “SEN-SEI DAN CUTEAN, LA SCELTA DI FARE JUDO !”

  1. camila ha detto:

    judo e’ vita

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