Da Sicilia in Trentino direttamente nel cuore di Judo San Trento

 

Salve a tutti,

mi chiamo Giuseppe Bonanno, 23 anni, nato a  Catania.

Ho sempre praticato sin dalla tenera età la bellissima disciplina quale è lo judo.

Ho praticato per la maggior parte della mia vita judo alla A.S.D. Dynamic Center Judo (Gravina di Catania), allenato dal maestro Giovanni Strazzeri (6°Dan).

Giù dalle mie parti ci alleniamo 5 volte a settimana, con la pioggia e con la bufera, non esistono periodi di vacanza tranne l’1 Maggio, il 25 Aprile, il 25 Dicembre e il 15 Agosto. Se ve lo state chiedendo, si, anche il 31 Dicembre o giorno 1 Gennaio è capitato che ci siamo allenati.

Il punto di questo elenco di date qual’è.

Il punto è che noi ci consideriamo una famiglia e amiamo stare insieme, non c’entra solamente l’allenamento fisico.

Lo judo non è uno sport individuale come molti pensano, è uno sport di squadra fatto di fatica e rispetto.

Rispetto anche nelle minime cose: non puoi rifiutare l’invito di una cintura avanzata, devi chiedere il permesso per salire,scendere dal tatami.

Sopra quella materassina ho costruito amicizie solide, spontanee: Mario Strazzeri, Domenico Leonardi, Federica Strazzeri, Angelo Mirabella e tutto il resto del gruppo che non vado a citarvi perchè diventerebbe una “lettera” di 20 pagine.

Successivamente per motivi di studio sono salito qui su al Nord per studiare Ingegneria.

Dopo aver recuperato un infortunio al ginocchio sinistro, che mi ha tenuto fuori dal tatami per un pò, ho ricominciato la pratica dello judo alla A.S.D Judo San (Trento).

Che dire, nelle mie esperienze ne ho viste di palestre; con maestri che si focalizzavano solamente sull’allievo più performante, con maestri che invece non avevano più entusiasmo,con  maestri che ti facevano innamorare della disciplina come la prima volta.

Bhe, penso che questo sia stato l’ultimo caso.

Entrato all’interno del dojo non avevo molte aspettative, venendo da un dojo dove ci definiamo una famiglia, è difficile cercare di ritrovare quelle sensazioni in un posto “estraneo”.

Sono contento di scrivere che non è andata come mi aspettavo.

Il maestro Dan Ioan Cutean(3°Dan)  è un maestro preparatissimo, buono e con un grande amore per la disciplina.

E’ una persona che mi ha aperto le porte del suo dojo trattandomi come un allievo che non vedeva da tempo, che non è cosa da poco; il nuovo arrivato, per definizione, non è mai ben visto.

Accompagnato anche da sua moglie, la maestra Maria Zoia Cutean (2°Dan)   , formano un team tecnico di alto livello che non ha nulla da invidiare alle palestre che si trovano nel territorio.

Purtroppo la mia ripresa agonistica non è andata benissimo, il ginocchio destro, forse invidioso del ginocchio sinistro, ha deciso di intonare un sonoro crack per avvisarmi della sua esistenza.

Una frase che mi piace citare in questi casi è questa: “la vita ti butta giù, ma non importa quante volte cadi, ma quante volte ti rialzi”.

Frase migliore non poteva esistere per questo sport, visto che nel judo, la prima cosa che impari sin da piccolo è a cadere.

All’interno dell’ A.S.D Judo San ho conosciuto persone stupende, gentili e con voglia di crescere.

Il judo(“Via della cedevolezza”) si rifà ai valori del Bushido (“Via del guerriero”), vado ad elencarli per poi reintepretarli come li ho assimilati io:

 

  1. Gi: Onestà e Giustizia
  2. Yu: Eroico Coraggio
  3. Jin: Compassione
  4. Rei: Gentile Cortesia
  5. Makoto: Completa Sincerità
  6. Meiyo: Onore
  7. Chugi: Dovere e Lealtà

 

Onestà: sul tatami non esistono differenze, non esiste razzismo, non esiste stress, si onesto con te stesso e gli altri.

 

Eroico coraggio: dai sempre il massimo, anche se la giornata non è la migliore.

 

Compassione: l’allenamento ti rende forte, ti forma, usa quella forza per aiutare chi è più giovane di te.

 

Gentile Cortesia: Rei. Ogni volta che inizia l’allenamento, che inizi o termini un combattimento, tutto inizia e si conclude con un inchino. Se hai vinto, ringrazi l’avversario per l’incontro;

se hai perso, lo ringrazi per averti insegnato qualcosa in più.

 

Lealtà: Sii leale verso I tuoi amici.

 

In conclusione:

Su quella materassina rossa e verde, si suda, si soffre, si piange, si ride…ma sopratutto si vive e si costruiscono legami  e valori che dureranno tutta la vita.

Ringrazio il maestro Dan per avermi permesso di far parte del suo dojo, di avermi preparato e di avermi trattato come un allievo.

Ringrazio la maestra Maria per l’affetto e per avermi sgridato quando lo squilibrio era fatto male.

Ringrazio la squadra che anche se ero l’ultimo arrivato, mi ha accolto a braccia aperte.

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